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Il segreto di una buona vecchiaia è racchiuso anche nell’approccio che le si dà.

Ogni tappa della vita possiede la propria bellezza, il proprio incanto, la propria unicità, così come pericoli e rischi che affiorano con l’avanzare degli anni.

La terza età è un processo naturale che fa   parte della vita, un periodo da vivere con serenità, con l’impegno di preservare e mantenere il proprio stato di salute e, soprattutto, con la consapevolezza che è possibile andare incontro a una vecchiaia feconda, piena, rigogliosa, da intendere come un nuovo inizio e non come la fine.

Per tale motivo è importante valorizzarne gli aspetti fisici, psicologici e prendere in esame l’anziano nella sua globalità, indirizzando quest’ultimo verso uno stile di vita sano. Puntando a  sua volta sull’incremento delle sue capacità di adattarsi al cambiamento, partendo dalla prevenzione, ma soprattutto dal miglioramento della qualità di vita, al fine di far fronte al meglio a tutti i processi fisiologici della senescenza.

Tutto ciò non riguarda soltanto la questione relativa all’estensione della vita, ma molto di più. Si tratta di dare un senso positivo, alla terza età, al fine di continuare a vivere pienamente attivi, indipendenti e  felici.  In  sintesi invecchiare è un dono, ma anche un compito che richiede preparazione, attenzione e cura.

Fisiologia dell’invecchiamento

terza età un aiuto per viverla al meglio

L’invecchiamento è un processo involutivo caratterizzato da una graduale declinazione funzionale e strutturale dell’organismo, fase   in cui l’anziano risulta sicuramente più propenso allo sviluppo di disturbi e patologie, più o meno gravi. I principali quadri patologici riscontrabili con maggior frequenza sono riconducibili alla somma   di diversi fattori eziologici e possono essere così riassunti:

  • Patologie neurologiche (Alzheimer e Demenze);
  • cardiovascolari (Infarto, Ictus, Ipertrofia ventricolare sinistra, ecc…);
  • metaboliche (Diabete, Dislipidemie); Patologie osteoarticolari (Artriti, artrosi e Osteoporosi).

Vi è, tuttavia, un’ulteriore problematica che innesca una progressiva fragilità nell’anziano: La Sarcopenia.

La Sarcopenia nella terza età

La    Sarcopenia     è    un    fenomeno     fisiologico    correlato     da    un progressivo declino neuromotorio causato dalla perdita di massa muscolare, da cui ne deriva l’indebolimento dell’intero organismo. Essa, infatti, determina significative ripercussioni sull’autonomia di movimento, sull’equilibrio, sulla forza, sulla coordinazione, ecc.

Si tratta di una sindrome a carattere multifattoriale, le cui principali cause sono:

La riduzione dei livelli ormonali significativi per  il  mantenimento della massa muscolare, quali GH, androgeni ed estrogeni;

La riduzione dell’efficienza metabolica, che influenza le dinamiche correlate allo stress ossidativo e determina a sua volta un incremento nella produzione di radicali liberi che coinvolge anche la componente muscolare;

La compromissione del metabolismo proteico da cui ne deriva una perdita numerica di fibre muscolari e una riduzione della sezione delle fibre rimanenti.

La malnutrizione e l’inattività. Fattori su cui è possibile intervenire attraverso un programma d’integrazione e allenamento, finalizzato ad ostacolare non solo i processi legati alla sarcopenia, ma anche buona parte dei sintomi legati alle patologie sopracitate.

Le carenze nutrizionali dell’anziano

Nel soggetto anziano sono prevalentemente frequenti i casi di malnutrizione di natura proteica. Tuttavia, le carenze nutrizionali non riguardano soltanto le proteine, ma anche le vitamine, specie del gruppo B e D. Ed i minerali come magnesio, ferro e calcio e in particolar modo gli Omega-3.

Spesso, infatti, la terza età viene caratterizzata dalla difficoltà a nutrirsi correttamente per svariati motivi. Come l’insorgere di inappetenza, la difficoltà di cucinare o la perdita dei denti, che determina problematiche nella masticazione e difficoltà nel consumo di determinati cibi. Esponendo conseguentemente l’organismo dell’anziano a una condizione di infiammazione cronica con effetti negativi a livello di diverse strutture.

Tali carenze devono essere arginate intervenendo sullo stile alimentare. E compensate da specifici integratori alimentari in grado di apportare gli elementi carenti ed essenziali per la salute.

Consigli naturopatici per la terza età

Dal punto di vista nutrizionale, il sostegno della via naturopatica si rivela particolarmente utile per riorganizzare lo stile alimentare dell’anziano. Le cui scelte devono seguire le seguenti linee:

Privilegiare la calma insulinica attraverso il consumo di carboidrati integrali, a basso indice glicemico.

Introdurre nella dieta alimenti ricchi di calcio. Senza cadere nell’errore di pensare che i latticini ne siano l’unica fonte. In quanto risultano molto ricche di calcio anche le verdure a foglia larga come il cavolo, ma anche i legumi, le mandorle e i semi di girasole.

Pediligere cibi naturali, depurativi e antiossidanti di stagione. Tra le verdure: Asparagi, carciofi, crescione e cardo mariano. Mentre tra i frutti mirtilli, uva e mele.

Evitare i prodotti ricchi di grassi idrogenati, come la maggior parte dei prodotti da forno confezionati.

Limitare il consumo di sale, preferendo il consumo di spezie ed erbe aromatiche tra cui aglio, basilico, prezzemolo, rosmarino, curcuma e zenzero, dalle proprietà antiossidanti, disintossicanti e ipoglicemizzanti.

Aumentare l’assunzione di liquidi per mantenere il corpo adeguatamente idratato e favorire i normali processi fisiologici.

Integrazione: Un alleato prezioso per il benessere dell’anziano

Dal punto di vista della supplementazione gli integratori alimentari risultano ottimi alleati della salute, in quanto aiutano a sopperire il deficit di tutti quei nutrienti necessari all’organismo. Che, per le ragioni                 sopracitate,     vengono     meno     nella    dieta     dell’anziano. Particolarmente indicata l’integrazione di proteine e aminoacidi essenziali (EAA), fondamentali per favorire la sintesi proteica e l’anabolismo,    contribuendo      contestualmente      al    mantenimento muscolare senza appesantire particolarmente l’apparato digerente.

In riferimento alle mancanze vitaminiche, particolarmente  consigliata l’assunzione di un multivitaminico completo ad alto dosaggio, come Omniavita. Essenziale per proteggere l’organismo dell’anziano da fattori potenzialmente nocivi, come i radicali liberi. Oltre a favorire il corretto funzionamento del sistema immunitario, nervoso, ma fondamentale anche per il metabolismo osseo, per il metabolismo dei macronutrienti, ecc.

Particolarmente utile, nel soggetto diabetico, può rivelarsi anche la supplementazione di integratori volti a promuovere il metabolismo del glucosio. Un integratore alimentare a base di cromo, acido R- alfa-lipoico o semplicemente a base di estratti vegetali come berberis, cannella può contribuire al mantenimento dei livelli normali di glucosio nel sangue. Favorendo, di conseguenza, il miglioramento dello stato di salute dell’anziano.

Completano l’elenco dei nutrienti fondamentali da integrare nella terza età gli acidi grassi Omega-3. I quali contribuiscono al mantenimento della normale funzione celebrale, dell’attività cardiaca, del sistema nervoso centrale, della capacità visiva, offrendo, inoltre, un valido supporto per contrastare la sarcopenia.

Allenamento per mantenersi in salute

Al fine di ostacolare i processi di invecchiamento cellulare e le patologie sopra elencate, è bene ricordare che anche l’anziano può iniziare un programma di allenamento, seppur con le dovute accortezze. E’ necessario, infatti, che l’allenamento in età avanzata venga programmato e personalizzato da una figura professionale. E che sia fatto in maniera completa, sicura e ben strutturata, al fine di proporre un intervento specifico, adeguato alle capacità fisiche e psichiche del soggetto.

In merito alla tipologia di allenamento ritenuta più idonea a prevenire il decadimento legato all’invecchiamento vi sono diversi studi. La maggior parte dei quali riguardano gli esercizi di tipo aerobico, maggiormente consigliati dai medici. Tuttavia, nell’ultimo decennio, la maggior parte degli studi di fisiologia dell’esercizio fisico applicato alla salute, stanno confermando l’importanza dell’allenamento anaerobico.

Sempre maggiori evidenze scientifiche infatti dimostrano che l’attività anaerobica è parte essenziale di un programma di allenamento dell’anziano. Essendo in grado di esercitare un ruolo protettivo nei confronti di osteoporosi e sarcopenia, rallentandone sia l’insorgenza che l’evoluzione, di aumentare la forza, la massa muscolare ed il metabolismo. Ma anche diminuendo l’accumulo di grasso, migliorando il controllo degli zuccheri nel sangue, contribuendo perfino alla riduzione della pressione arteriosa nei soggetti in questione .

Per tale motivo possiamo concludere affermando che l’allenamento anaerobico, specie se associato  all’allenamento  aerobico, rappresenta il fattore chiave. E non soltanto per diminuire il rischio di mortalità, ma soprattutto per  garantire  una  completa  autosufficienza e migliorare la qualità di vita dell’anziano.

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