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Il cortisolo, meglio conosciuto come ‘ormone dello stress’, è uno dei reali antagonisti di ognuno di noi nella vita di tutti i giorni.

La vita ci impone sempre più di aumentare le performance, sia fisiche che mentali, senza mai abbassare troppo la guardia.

Ciò che però trascuriamo inevitabilmente sono gli effetti reali che ha su di noi e sulla nostra salute.

Cosa implica fisicamente?

Fisiologicamente esso è prodotto dalla zona fascicolata della porzione corticale delle ghiandole surrenali ad opera dell’ormone ACTH. Questo a sua volta è prodotto dall’ipofisi ed è un ormone di tipo steroideo (deriva cioè da cortisone).

E proprio per questa sua provenienza, si pone come fautore di importanti effetti positivi sul nostro organismo.

Gli aspetti positivi

Non va sempre demonizzato infatti, in quanto permette di accelerare il metabolismo e migliora la nostra capacità reattiva.

Il cortisolo, in lunghi periodi di digiuno, permette di ripristinare i livelli di glucosio. Accade stimolando la gluconeognesi che consente di produrre il glucosio a partire dalle scorte presenti nel nostro fegato.

Tra gli effetti positivi si annovera anche l’abbassamento del livello di infiammazione cronica, causata da possibili reazioni immunologiche incontrollate. Se l’organismo sviluppa infatti una infezione, il sistema immunitario comincerà a contrastare il processo infiammatorio mediante la sua iperattività, pertanto il cortisolo abbasserà il numero dei linfociti con lo scopo di ripristinare l’equilibrio. L’omeostasi interna è il solo obiettivo dell’organismo, per tutto il corso della nostra vita.

L’ormone dello stress si pone anche come precursore di eventuali pericoli preparando il corpo ad improvvisi e repentini cambi di movimento e direzione in situazione di emergenza. Conseguente è l’incremento della pressione sanguigna dovuto alla produzione di catecolamine ( adrenalina e noradrenalina). In tale situazione i muscoli saranno predisposti all’azione tramite la produzione abbondante di ATP (adenosin trifosfato).

Quali sono quindi i suoi aspetti negativi?

Senza questo ormone la vita non sarebbe possibile, come abbiamo detto.

Tuttavia, come tutte le secrezioni ormonali, può avere anche degli effetti negativi scaturiti da una sua eventuale iperproduzione.

Lo stress può essere di due tipologie distinte:

  • EUSTRESS. inteso come stress positivo, esso rappresenta lo stimolo psico fisico per poter affrontare e contrastare un evento che disequilibra l’omeostasi, tanto da risultare una sorta di stimolo positivo.
  • DISTRESS. Quest’ultimo è invece la accezione negativa che ha come risultato effetti stressanti per l’individuo, e che spesso portano a sfociare in patologie conclamate.
Distress ed effetti negativi sulla salute

La sua eccessiva produzione deriva da diverse situazioni in cui l’individuo ne produrrà in quantità oltre la norma.

Tracciando una sintomatologia che ricondurrà ad una diagnosi certa:

  • Difficoltà a dormire, i livelli di cortisolo si abbassano notevolmente durante il sonno per permettere al corpo di rilassarsi, ma quando il meccanismo di secrezione si altera ci si troverà di notte a soffrire di insonnia.
  • Stanchezza cronica, conseguenza del punto precedente una stanchezza cronicizzata dovuta al l’impossibilità’ di recuperare la mancanza di riposo accumulata.
  • Voglia di cibi non sani, il cortisolo aumenterà la produzione di zuccheri nel sangue a causa di digiuni prolungati , si avrà un incremento di insulina ed una conseguente insulino-resistenza. La iperinsulinemia porterà il soggetto a desiderare cibi ipercalorici.
  • Aumento di peso inaspettato, il cortisolo inibisce la possibilità di sfruttare le riserve energetiche che provengono dai grassi, continuando ad accumularne.
  • Si è soggetti più spesso ad influenze e raffreddori .Elevati livelli di questo ormone disattivano i naturali meccanismi di auto-riparazione del corpo, influenzando il funzionamento della ghiandola del timo, la cui attività consiste nel portare a maturazione vari tipi di linfociti atti a riconoscere e distruggere le cellule infette.Questo porta il sistema immunitario, a lasciarci particolarmente vulnerabili

Ormone catabolico in quanto in situazioni di digiuno prolungato demolisce là struttura amminoacidica per ricavare energia e sostanze nutritive.

Come possiamo contrastare questi effetti negativi con allenamento ed integrazione e come fare a riconoscere la sindrome da overtraining?

Quando il cortisolo manifesta i suoi effetti le complicazioni possono riversarsi anche sui soggetti non atleticamente prestanti.

Si parla di persone che riescono a recarsi in palestra, con molto sforzo, non più di 3 volte a settimana.

Tramite un programma di esercizio fisico costante e che inizialmente non sia troppo stressante, un’alimentazione bilanciata e una adeguata integrazione volta a eliminare l’insulino resistenza, certamente il cortisolo potrà diminuire in modo incisivo.

In atleti professionisti un eccesso di ormone dello stress dovuto ad una situazione di allenamento portato all’eccesso definito “sindrome da overtraining” che si riconosce in quanto l’atleta presenterà sintomi chiari come:

  • Performance ripetutamente scadenti non spiegabili
  • Sensazione di affaticamento, dolori muscolari, depressione;
  • Aumentata vulnerabilità alle infezioni e disturbi gastrointestinali;
  • Disturbi del sonno e perdita di peso;
  • Lesioni da sovraccarico;
  • Aumento della frequenza cardiaca a riposo e della pressione arteriosa;
  • Variazioni dell’ematocrito;
  • Modificazioni del tasso di emoglobina;
  • Diminuzione del livello di testosterone;
  • Modificazione del rapporto testosterone/cortisolo a favore di quest’ultimo.
Cosa possiamo fare per stare meglio?

È bene ridurre il volume degli allenamenti ed i carichi.

Cercare il giusto equilibrio tra giorni di training e di recupero.

Riprogrammare la stagione considerando che il periodo di stress potrebbe protrarsi per lungo tempo e sparire senza dare preavviso.

Utilizzare integratori che abbassano il cortisolo può rivelarsi utile come limitare il consumo di cibi acidificanti ed aumentare quelli che alcalinizzano il PH sanguigno, come avocado, mandorle ed oli vegetali.

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