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La cultura ellenica è una delle eredità più importanti che le grandi civiltà del passato hanno lasciato alla nostra.

Se la letteratura e la storia del costume hanno influenzato le nostre tradizioni e la sintassi e la filologia linguistica sono andate a costituire il vero e proprio ‘scheletro’ alla base delle attuali lingue parlate al mondo, anche la mitologia ha segnalato profondamente il nostro immaginario collettivo.

Dall’inizio della specie umana è sempre coesistito il senso di timore, riverenza ed il bisogno di credere nell’esistenza di entità astratte e sconosciute alla vista umana.

Mythos e Logos

La grande influenza sulla cultura occidentale è stata tramandata attraverso i due concetti di Mythos e Logos.
Mythos, il mito, un fenomeno culturale complesso, generalmente costituito dall’insieme di narrazioni orali o letterarie e da rappresentazioni figurative e drammatiche. Al cui centro vi erano le vicende di personaggi peculiari, situate al di fuori del tempo storico. Stiamo in una dimensione puramente fantastica, dove le gesta degli eroi si intrecciano con un ideale che l’uomo normale non potrà mai raggiungere.

A cui si contrappone e si equilibra Logos, la logica, intesa come ‘discorso’ e ‘pensiero’. Sebbene già Platone ne parlasse in questi termini, è Aristotele che pone il logos al centro dell’indagine sul mondo. La logica diviene quindi il metro di massima espressione del pensiero e delle sue regole e viene fatta oggetto di studio costante e perfezionamento.

Due facce della stessa medaglia, che si danno il compito di tramandare la storia e la cultura attraverso l’immaginario e l’opera letteraria.

La società greca era molto avanzata e viveva prosperamente in province, ognuna amministrata ed articolata secondo le sue regole ed un suo culto. Pensate che in alcune città si era anche affermato il matriarcato.  

Un paese libero quindi e molto vario a livello culturale.

Il mondo ellenico

Abbiamo ampie testimonianze di quello che era lo sfaccettato mondo greco dai poemi epici di grandi scrittori come Omero, che con l’Iliade e l’Odissea ha lasciato un preciso immaginario in tutti noi che l’abbiamo studiate a scuola, o i tragediografi come Eschilo, Sofocle, Euripide. Fino al contributo degli autori romani quali Petronio, Seneca, Ovidio e Virgilio con le descrizioni della vita agreste in paesaggi bucolici.

I primi abitanti che popolano la penisola balcanica pare che fossero agricoltori, che conducevano una vita contadina affidandosi al volere di effimeri spiriti superiori. Con le invasioni di quelle terre da parte delle tribù limitrofe si ebbe una progressiva fusione dei vari culti e si crearono figure ispirate alla battaglia, alla forza, alla conquista e all’eroismo: una vera e propria stirpe di divinità.

Nella mitologia si usa suddividere i periodi della narrazione in tre fasi definite come “età”, segnate dalle principali opere letterarie.

  • L’età degli dei.  In cui questi ultimi regolano il mondo ed il suo andamento. Gli uomini non possono mettere in dubbio la loro supremazia e gli unici contatti che le divinità cercano con loro sono per imporre la propria volontà.
  • L’età degli uomini. Dove vediamo una sorta di collaborazione fra divinità e uomini, che spesso interagiscono. Sono racconti divisibili in due filoni tematici: i racconti d’amore e delle punizioni. Nei primi si narrano le relazioni tra dei e donne mortali, da cui discendono gli eroi. (Afrodite ed Anchise che generarono Enea , le nozze di Peleo e Teti che portarono alla nascita di Achille.) I racconti sulle punizioni raccontano invece spesso di grandi scoperte: come quando Prometeo rubò il fuoco agli dei per darlo agli uomini.
  • L’età degli eroi. Che narra le vicende avventurose di quei figli generati da divinità e donne umane e finalmente lascia che gli uomini si possano identificare con un ideale più vicino a loro, in qualche modo raggiungibile.

L’albero genealogico delle divinità

La stirpe degli dei è a dir poco affollata di personaggi, ciascuno con il proprio carattere e le proprie doti. Dal padre del dei: Zeus, sposato con Era e con lei sempre pronto a battibeccare, ha origine Atena una delle più note dee greche. Dea guerriera dall’accezione molto positiva, simbolo della saggezza e della giustizia e protettrice della letteratura.

Dalle varie relazioni di Zeus ed Era avranno poi origine tutti i più noti caratteri della mitologia.

Tra dei più rappresentativi è Apollo, dio del sole, delle arti e della musica. Spesso raffigurato coronato di alloro: il simbolo di vittoria, con l’arco e la cetra, carattere distintivo della sua bellezza.

Altrettanto caratteristico è Ares, dio della guerra nei suoi aspetti più furiosi e bellicosi proprio perché originario della Tracia, una regione abitata da popolazioni di barbari. A lui ci si rivolgeva per avere aiuto nelle strategie di combattimento ed avere la meglio in battaglia. Astuto e senza paura, veniva rappresentato alla guida di una quadriga trainata da cavalli, con indosso un’armatura bronzea  e lucente.

O Ermes, il messaggero degli dei, nato da una scappatella di Zeus con Maia, una delle pleiadi. Subito riconoscibile con il cappello alato ed il bastone da messaggero.

Ancora Ade, che governava gli inferi, o Estia, mite figura di protettrice della casa.

E tanti altri ancora, fino a Dioniso, lo spirito della natura e  della spontaneità. Inizialmente nato come dio della vegetazione, Dioniso ha finito per assumere col tempo un carattere ben più libertino, finendo ad essere  un esempio di  ambiguità e duplicità.

Insomma, avrete notato come tutti i personaggi di cui vi abbiamo parlato fossero già impressi nella vostra immaginazione, come in qualche modo li conosceste con il loro preciso carattere. Ecco, questo vi da lo specchio di quanto siano ancora oggi vividi e forti i tratti fondamentali di una cultura  esistita centinaia di anni fa, di come siano attuali queste figure e di quanto ancora ci identifichiamo con questi archetipi, che rappresentano la parte migliore e più volitiva di noi.

Proprio per questo abbiamo scelto di dare ai team del nostro progetto Portavoce i nomi di queste divinità: per portare il testimone di un valore culturale che vogliamo imprimere al lavoro che portiamo avanti insieme.

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Ermes Ares Apollo